| La pillola abortiva
RU-486 contiene una sostanza chiamata
Mifepristone che è un antiprogestinico che
blocca i recettori del progesterone, ormone per eccellenza
della gravidanza.
Possiamo allora realizzare l’aborto di forma
chirurgica o di forma farmacologica, cioè, solamente
con pastiglie.
Si può abortire con pastiglie (Mifepristone + Mifepristol)
fino alle 9 settimane di gestazione. Il primo giorno si somministra
la Mifepristona per via orale e 48 ore dopo si applica il
Misoprostol per via vaginale o buccale. Questa modalità
d’aborto si può realizzare in alcuni casi nella
casa della donna sotto controllo medico, anche se è
preferibile che si faccia in clinica.
L’aborto farmacologico presenta i seguenti vantaggi:
è meno invasivo (non c’è bisogna di introdurre
nessuno strumento nella cavità uterina), è meno
traumatico tanto fisicamente quanto psicologicamente, e da
una maggiore autonomia e indipendenza alla donna, poiché
c’è lei stessa chi se provoca l’aborto
mediante l’ingestione o la collocazione delle diverse
pastiglie.
L’unico inconveniente che possiamo attribuire a questo
metodo è che ha un margine d’errore del 1-2%,
che si risolva facendo un’aspirazione; di conseguenza,
a volte può essere un po’ più lento dell’aborto
chirurgico, a causa delle emorragie e del numero de visite.
I due farmaci che si utilizzano in questo metodo
non hanno nessun effetto secondario importante e hanno un’efficacia
abortiva del 97-99%.
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